Libreria Alaska

Il Lettore Forte
4 min readJan 15, 2025

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Alaska non ha assolutamente un clima rigido come il suo nome fa pensare, anzi, è venuta a scaldare i cuori degli abitanti di Affori con tanti libri e iniziative che l’hanno resa uno dei punti di riferimento per la vita culturale del quartiere.

Com’è possibile che per due decenni, in una zona così frequentata, gli abitanti siano rimasti senza una libreria?

Non sappiamo esattamente dove acquistassero i libri, ma certamente il Libraccio della Bovisa è rimasto da anni un punto di riferimento. Ci sono poi alcune cartolerie e le librerie di catena nei centri commerciali delle cittadine limitrofe.

Sul sito di Alaska, nella vostra biografia, si legge: Siamo otto, dieci, a volte addirittura tredici, e da sempre lavoriamo con i libri. Come funziona la “logistica” quando si è così numerosi a gestire un’attività come una libreria?

Siamo una cooperativa con una struttura interna che ci permette di delegare ai responsabili di area le diverse attività da gestire. La socia dipendente libraia che lavora in negozio è il punto di raccordo; attorno a lei si co-organizzano diverse figure (tutte socie) responsabili della comunicazione, del catalogo, degli eventi e dell’amministrazione.

Sono quindi trascorsi poco più di tre anni dall’apertura di Alaska: come avete aggiustato l’offerta e le vostre proposte rispetto all’idea di gestione iniziale?

Abbiamo cercato di venire incontro alle richieste dei lettori e delle lettrici proponendo titoli in linea con le loro richieste, pur mantenendo un catalogo che rispecchia i nostri gusti letterari. Abbiamo espanso l’area bambin* e organizzato una serie di eventi importanti anche grazie alla fruttuosa collaborazione con Eufemia e con l’associazione Olinda che gestisce il Teatro la Cucina, presso l’ex-Paolo Pini.

La gentrificazione del vostro quartiere influenza le scelte e le proposte in libreria?

Il catalogo e gli eventi sono una scelta che facciamo in base ai nostri gusti letterari e a quelli dei lettori e delle lettrici. Al momento crediamo che la gentrificazione non stia influenzando le scelte di catalogo ma che esista tra i soci e le socie una pensiero critico che porta a proporre una serie di titoli che riflettono sul tema. Questo accade generalmente con molto di ciò che ha a che fare con la contemporaneità, quindi non la riteniamo una conseguenza diretta della gentrificazione.

Un dettaglio della saracinesca dipinta da Nabla & Zibe.

Alaska possiede più di un gruppo di lettura: quanti e quali sono?

I gruppi di lettura che gravitano intorno ad Alaska sono quattro: narrativa, saggistica politica, poesia e saggistica/narrativa transfemminista.

Quanto è importante partecipare a manifestazioni come Bookcity?

È importante che la città promuova la lettura in tutte le sue forme. Bookcity è una manifestazione molto interessante perché coinvolge tutti i quartieri; gli eventi in programma in quella settimana sono però diventati talmente numerosi che spesso il pubblico è striminzito e diviso. Al contrario, ci piacerebbe che i lettori e le lettrici di Alaska organizzassero degli eventi in libreria magari anche in occasione di Bookcity, che resta comunque un momento importante che la nostra città dedica a tutti i mestieri del libro: questo sarebbe un effettivo contributo dal basso, partecipato non nel senso di negoziato, ma nel senso di effettiva presenza poi a qualcosa per cui ci si è spesi e che si è organizzato personalmente.

Come considerate la rete delle librerie indipendenti milanesi?

Facciamo parte della rete delle librerie del Municipio 9 con cui, proprio per questioni di prossimità, collaboriamo soprattutto per progetti sostenuti dal Municipio. A livello locale infatti il Municipio 9 è attento e promuove iniziative dedicate alla lettura e alle storie.

Se fosse possibile collaborare con una libreria indipendente, quale scegliereste?

Non riusciamo bene a rispondere a questa domanda perché le librerie sono tutte diverse: le aree che valorizzano dipendono molto dal progetto che portano avanti e dalle persone che ci lavorano. Conoscere lo scopo di un’eventuale collaborazione è dunque fondamentale per capire poi quale sarebbe la libreria con cui ci piacerebbe collaborare.

Un sabato pomeriggio nel vostro quartiere: un salto da Alaska e poi?

A noi piace molto il parco nord: è un luogo speciale, a cui siamo molto affezionat*.

Avete un messaggio che volete condividere con i librai e le libraie delle librerie indipendenti italiane?

Le librerie non sono negozi come gli altri.

Dopo l’interruzione del Decreto Franceschini è ormai chiaro che a livello nazionale non esiste nessuna volontà politica di sostenere economicamente le librerie indipendenti in quanto poli culturali e centri di aggregazione. Il messaggio che vogliamo condividere con tutte le librerie indipendenti italiane è dunque un messaggio disincantato che riguarda proprio le difficoltà che le librerie devono affrontare per rendere il proprio progetto economicamente sostenibile.

Senza un servizio accessorio, che diviene basilare (un bar, un ristorante…) le librerie indipendenti sul lungo periodo faticano a sopravvivere perché i costi della distribuzione, degli affitti e del lavoro dipendente non possono essere coperti dagli attuali margini di guadagno sui libri (30%). Per questo, le librerie sono destinate a chiudere, a vendere ai marchi di catena con distributori propri o a vendere altro per potersi permettere di vendere libri, mascherando un problema enorme che deriva anche dalla totale mancanza di fondi pubblici e dai tagli operati sui pochi sostegni che esistevano e che erano vitali per la sussistenza delle librerie. Le librerie, non ci stancheremo mai di ripeterlo, non sono negozi come gli altri.

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Anche i lettori forti a volte guardano solo le figure. https://linktr.ee/illettoreforte

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