Libreria Bistrot Anarres
Una libreria che, come una colonia lunare, si impegna a salvaguardare tutta l’umanità dei suoi abitanti arrivati dalla Terra: non è fantascienza!
È Anarres, un luogo in cui intorno ai libri si muovono musicisti, cocktails e tanti lettori…
Qual è la storia di Anarres?
Anarres nasce nell’anno precedente la pandemia da parte di un gruppo di persone che avevano già sperimentato fra di loro una certa affinità, non in ambito commerciale ma politico, sapendo quindi di condividere una certa visione del mondo e avendo un approccio di orizzontalità all’organizzazione del lavoro. Questo ha portato a scegliere la forma cooperativa. Per quanto riguarda il nome l’abbiamo preso da un romanzo di fantascienza di Ursula K. Le Guin, “I reietti dell’altro pianeta”, dove si immagina che la luna, in un futuro distante, sia stata colonizzata da alcuni espatriati della Terra che hanno deciso di rifondare la società umana secondo principi libertari. La Le Guin non fa sconti sulle difficoltà di quest’impresa, non solo perché la luna è molto più povera di risorse rispetto alla terra, ma anche descrivendo la quotidianità e le piccole miserie che continuano ad accompagnare le persone seppur impegnate in un progetto di palingenesi sociale così radicale.
Più commercialmente l’idea era, ed è, quella di fornire un luogo d’incontro dato dalla piacevolezza dei libri e dalla possibilità di ristoro dato dalla presenza della cucina e del bar. Abbiamo scelto un assortimento di libri abbastanza particolare dando spazio a piccola case editrici, ma soprattutto evidenziando titoli e tematiche non sempre di facile reperimento nelle librerie “normali”. Siamo sicuramente più specializzati in saggistica che narrativa, in particolare la filosofia, le scienze sociali, la storia, le questioni tecnologiche e il loro impatto sulle società umane oltre ai cambiamenti culturali e sessuali che interessano le società in questo periodo.
La libreria è situata in via Crespi a Milano, vicino al Parco Trotter: se fosse possibile scegliere un’altra ubicazione nella stessa città, quale posto scegliereste?
La collocazione è dovuta ad un’occasione che abbiamo avuto ma è stata senz’altro felice dato che era esattamente il quartiere che ci interessava. Credo che altri quartieri interessanti su Milano potrebbero essere le zone intorno a piazza Napoli a sud o il Calvairate a est, ma onestamente non vedo bene questa attività più che qui dove siamo ora.
Sul vostro sito c’è una sezione dedicata ai libri usati e ai libri nuovi: quale parte del catalogo ha più successo?
Il libro usato per noi è ancora in fase sperimentale, non siamo ancora rodatissimi sulla questione ma ci piace perché ci permette un’interazione particolare con il quartiere permettendoci di visitare case qui intorno per i ritiri. Inoltre l’usato da una profondità al catalogo che il nuovo non ti permette dato che per le dinamiche del mercato del libro è molto difficile trovare dei libri che hanno anche solo 2–3 anni di età. E’ sicuramente una parte del lavoro che da molte soddisfazioni, in tutti i sensi.
Nel novembre del 2021 avete partecipato a Bookcity: cosa significa, per una libreria indipendente, essere presenti a un tale evento?
Per noi gli eventi sono l’ossatura e l’anima del nostro progetto, a regime ne svolgiamo 12–15 al mese. Bookcity dà sicuramente una vetrina importante per le piccole attività ma non posso dirti che questa prima esperienza abbia riempito il locale più del solito data la densità di presentazioni e dibattiti a cui ti accennavo sopra. Cercheremo sicuramente di partecipare anche alle prossime edizioni.
Il mercoledì Anarres propone una serata più speciale: come nascono le vostre collaborazioni musicali e culturali?
Il mercoledì musicale di Anarres nasce inizialmente come un’idea durante la pandemia per far suonare gli artisti che transitavano dallo spazio o che già conoscevamo per esperienze pregresse. All’epoca erano tutti fermi e abbiamo pensato di far suonare le persone la sera all’interno della libreria trasmettendo in diretta attraverso i social. I risultati furono incoraggianti e ora ci troviamo con una serata musicale che cerchiamo di affinare sempre più nella ricerca in senso sperimentale della proposta, ma che comunque si ha già attualmente dei buoni riscontri fra i nostri avventori.
Quali eventi futuri state organizzando?
Davvero tanti, difficile nominarli tutti, fra i cicli più importanti di quest’anno citerei il progetto “a filo refe” che abbiamo costruito con alcune cooperative interne alle carceri per fare divulgazione sulla detenzione e sulla situazione attuale del diritto penale e delle patrie galere cercando di capire quali alternative si possano dare alla domanda di giustizia oltre a quella della mera detenzione che storicamente ha mostrato tutti i suoi limiti. Siamo molto orgogliosi anche dell’Osservatorio ‘90 che è una rassegna di poesia dedicata ad autori e autrici under 30 e che sta riscuotendo un buon successo. Poi c’è la neonata rivista Teatro di Oklahoma che vede i nostri librai impegnati nella sua redazione e che sarà presentata qui per la sua prima volta in formato cartaceo.
Oltre a queste cose ci sono una decina di eventi al mese che spaziano molto tra musica, presentazioni e dibattiti, tendenzialmente riflettono l’assortimento libri che si trova sui nostri scaffali.
Se fosse possibile “invadere” lo spazio esterno e occupare il marciapiede e oltre, come vi piacerebbe espandere Anarres?
Lo spazio esterno lo abbiamo già invaso! Da più di anno abbiamo messo un dehors che aiuta molto l’attività specie nei mesi estivi. Se dobbiamo esprimere un desiderio non ci spiacerebbe una festa qui in via Crespi che permetta di viverla non solo come un transito trafficato tra viale Monza e il Trotter ma come una “rambla” di passeggio, chissà magari un giorno…
Vi dedicate ad esplorare di persona le altre librerie indipendenti per “spiare” come gestiscono il loro negozio o preferite seguire i loro social per farvi un’idea?
Seguiamo sicuramente le mosse dei nostri colleghi nel digitale come immaginiamo facciano loro con noi, ma passare dagli spazi fisici è insostituibile. I modi di organizzare una libreria sono potenzialmente infiniti e vedere cosa fanno alte persone, in altre zone con meccanismi e ragionamenti differenti è una parte importante del lavoro. Una volta siamo andati in trasferta fino a Rovereto per visitare una delle librerie più virtuose d’Italia, L’Arcadia
Avete un messaggio da condividere con i librai e le libraie d’Italia?
Ci sentiamo ancora studenti in questo settore per poterci permettere di inviare messaggi agli altri, ma un incoraggiamento credo vada sempre bene, quindi: “forza commercianti di libri, siamo parte dell’olio su cui si muove l’ingranaggio della cultura!”
Consigliateci tre drink per tre libri!
Qui si va molto a gusti ma mi atterrò alle nostre creazioni sulle linee bar!
Ti direi il nostro mezcalito (un margarita a base mezcal) da accompagnare ad un buon Borges o, se vogliamo andare più nella nicchia, ai resoconti quotidiani di vita messicane di Ibarguengoitia raccolti in “Messico: istruzioni per l’uso”.
Abbiamo anche un cocktail a base di masticha, un liquore resinoso prodotto da un albero che cresce solo nell’isola di Chios nell’Egeo, è ottimo da abbinare ai romanzi del grande Katanztakis, lo scrittore di Zorba il greco.
Ma siccome siamo anche, intrinsecamente, milanesi come non consigliare uno spritz Cynar con Tirar Mattina di Simonetta?