Libreria Dovilio
La libreria Dovilio domina il panorama culturale di Caltagirone grazie alla competenza di Daniela. Gentilezza e passione per la letteratura fanno di questa libreria una tappa irrinunciabile per tutti coloro che visitano la cittadina.
Qual è la storia della libreria?
La Libreria è nata a settembre del 1992, prima lavoravo come impiegata presso un’assicurazione, un ambiente familiare, datore di lavoro onesto e garbato, un padre di famiglia, ma dentro di me ardeva un fuocherello: quello di poter avere un’attività tutta mia. Decisi così di aprire una cartolibreria tecnica, vendevo materiale per uffici e libri tecnici ma piano piano ho iniziato ad inserire libri di varia e lì è scattato l’amore, ho abbandonato il reparto cartoleria e ho dedicato ai libri tutto lo spazio espositivo.
Vi è una parte del catalogo che cura con più attenzione e che predilige in particolar modo?
La mia Libreria è nata e morirà come libreria indipendente, lo spirito che la anima è solo uno: dare maggior spazio ai piccoli editori che pubblicano delle vere e proprie chicche, autori spesso stranieri poco conosciuti in Italia ma che vale la pena leggere perché originali e unici nel loro genere. Ricordiamo il caso di Annie Ernaux che ha vinto il Nobel della Letteratura qualche anno fa, pubblicata dal piccolo editore L’Orma.
Leggendo le recensioni dei clienti su Google è evidente che la colonna portante della libreria non è solo l’offerta e le iniziative organizzate per animarla ma, soprattutto, la sua competenza: come ha costruito e arricchito, nel corso degli anni, il suo percorso professionale?
Fin da bambina l’elemento libro ha fatto parte della mia vita, sono stata educata e spronata soprattutto da mia madre, la mia libraia di fiducia, a trovare durante la giornata lo spazio da dedicare alla lettura, che non mi è stato mai imposto. Quel momento della giornata era visto come uno spazio tutto mio dove potevo essere libera di rifugiarmi in mondi alternativi e affascinanti. Sono quindi un’affamata di libri, più si legge e più si sviluppa il senso critico e questo mi ha sempre aiutato a trovare per il lettore il libro giusto al momento giusto. Non ho la pretesa di sentirmi bravissima ma ho sempre avuto un buon fiuto per scoprire degli ottimi autori e se suggerisci qualità non sbagli mai, il risultato è che il lettore ritorna e ti dice “mi hai fatto leggere un libro bellissimo”.
Il dialogo con i clienti è di fondamentale importanza eppure in molte librerie sembra essere scomparso, forse per mancanza di tempo, forse per una tendenza diffusa a evitare l’interazione in negozio. Come riesce a creare il clima ideale per interagire e mettere a suo agio la clientela?
Per mia natura sono una persona molto socievole, scambiare due chiacchiere con il cliente mi viene assolutamente naturale. Il libro poi ha la grande capacità di aprire anche le persone con una natura più riservata perché quando il cliente chiede un consiglio di lettura e inizi a sondare per capire se ha la necessità di una lettura più densa oppure di un libro con una vena più allegra o scanzonata è inevitabile che inizi ad aprirsi: a parlare del suo stato d’animo ti apre le porte del suo sentire e da lì si instaura un’intimità che spesso è stata l’inizio di un’amicizia.
La libreria ha un profilo su Instagram e uno su Facebook: l’attività su questi social network le permette di estendere il suo raggio d’azione oltre a Caltagirone?
I social per un’attività sono un aiuto non indifferente, allargano il tuo raggio di azione, sei più visibile, ma oggi bisogna fare i conti con l’e-commerce e questo non aiuta. Se una volta le persone dei paesi limitrofi che non avevano una libreria di paese venivano ad acquistare da me, oggi acquistano online. I social, però, permettono di far conoscere la tua realtà ad autori che sono interessati ad organizzare l’evento in Libreria, magari incuriositi dalle foto pubblicate sul profilo e che evidenziano le attività che animano la libreria. Bisogna però saper filtrare perché il “Dante Alighieri” di turno è sempre in agguato e lì gestire e arginare lo pseudo-scrittore non è semplice.
Tra gli incontri in libreria, dal titolo Scrittori strettamente sorvegliati, quali sono quelli che suscitano più interesse e affluenza?
La Rassegna Letteraria “Scrittori Strettamente Sorvegliati” è senza dubbio il punto cardine, il più importante della Libreria, perché ha una caratteristica ben precisa: invitare a presentare autori di spessore, che siano noti o meno noti al grande pubblico non è importante, quello che li contraddistingue è la scrittura di qualità ed è per questo che le presentazioni in Libreria hanno sempre un ottimo riscontro di pubblico. Un’altra attività che è un fiore all’occhiello è il “Gruppo di Lettura” formato da lettrici forti e competenti: è un punto di orgoglio per me, negli anni passati il Gruppo è stato coinvolto dal giornale “La Repubblica” per partecipare come giuria al Gruppo di Lettura Robinson organizzato da Giorgio Dell’Arti.
La libreria, situata sotto i portici, ha la fortuna di potersi espandere durante la bella stagione: come viene allestito questo spazio esterno temporaneo e cosa le piacerebbe ancora realizzare?
Avere a disposizione uno spazio all’esterno adiacente alla Libreria è un valore aggiunto. In estate mi permette di organizzare all’esterno le presentazioni dei libri, protetta dal sole e sicuramente più visibile. Mi dà la possibilità di aumentare la partecipazione, le persone spesso si fermano ad ascoltare, incuriosite dall’evento. Per rendere lo spazio più piacevole e personalizzato lo allestisco con fioriere: ho realizzato anche un separé con un intreccio di edera, un tocco di verde non guasta mai.
La sera del 21 Giugno per “La notte bianca dei libri” arricchisco lo spazio con lanterne, il tutto rende la serata un po’ più magica. È la sera in cui alcuni lettori leggono ad alta volte alcuni brani scelti, segue poi la presentazione di un libro insieme allo scrittore/scrittrice invitato per l’occasione e infine si chiude in allegria con un buffet e un brindisi.
Quali sono, dal suo punto di vista, le tendenze letterarie per il 2025?
Negli ultimi anni sto constatando che c’è un declino, le proposte editoriali sono quasi tutte identiche, la narrativa è dominata da saghe familiari che sembrano fatte con lo stampino, mi riferisco soprattutto alla narrativa italiana. Sono poche le voci che escono fuori dal coro e spesso non sono prese in considerazione dalla maggior parte del lettori che preferisce invece rifugiarsi in una scrittura più lineare e piatta. Rispetto agli anni passati faccio molta fatica a consigliare testi diciamo” più impegnati”, credo che per il futuro saremo circondati da questo tipo di libri che, ahimè, rispecchiano la povertà culturale che sta dilagando.
Se fosse possibile scambiare il suo posto per un mese, in quale libreria indipendente italiana le piacerebbe andare a lavorare?
Se potessi avere la possibilità di fare un mese in un’altra libreria mi piacerebbe farlo in una libreria di una grande città del Nord Italia, Torino o Milano, dove si dice che leggano di più e che siano più preparati, perché ogni volta che in Libreria entra un cliente del civile nord mi sciorina quante attività interessanti si svolgono nelle loro librerie di riferimento. Sarebbe bello confrontarsi, magari uno scambio di idee sarebbe interessante.
Quale messaggio vuole condividere con i libraie e le libraie italiani?
Un messaggio ai colleghi librai è solo uno : forza e coraggio!