Libreria EMERA

Il Lettore Forte
4 min readJan 29, 2025

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EMERA è una libreria indipendente ma, soprattutto, libera in maniera assoluta. Un punto di riferimento per i lettori più indie che abitano a Fano (ma anche oltre).

Come nasce la libreria EMERA?

Poco più di due anni fa io, Emanuele, ho deciso di lasciare il mio lavoro (ero responsabile di redazione presso una casa editrice di scolastica) per dare vita a questo progetto insieme a mia moglie Dagmara, digital content manager presso un’agenzia di comunicazione. EMERA è nata da zero, non abbiamo rilevato una precedente attività: abbiamo costruito una rete di rapporti con le case editrici, selezionando le realtà indipendenti del panorama italiano. È stato impegnativo ma questo ci permette e garantisce una assoluta libertà e nessuna “imposizione dell’alto”, offrendo una proposta unica per chi ama leggere fuori dagli schemi.

La libreria è sita nel centro storico di Fano, una cittadina che conta circa 60mila abitanti. Quanto è importante, in questo contesto, una posizione così centrale?

I centri storici, un po’ ovunque ormai, sono in sofferenza: tante attività chiudono o si spostano in zone commerciali in cerca di più facili guadagni. Stare in centro, per certi versi, può essere penalizzante ma noi preferiamo restare nel cuore Fano, una città vivibile e dalla storia millenaria, che merita di essere valorizzata e sostenuta.

Quando non si è unicamente librai ma anche scrittori, come nel vostro caso, è più semplice mettersi nei panni di chi vede i propri libri sugli scaffali in libreria. Questo punto di vista privilegiato influenza il vostro catalogo e il modo in cui lo proponete?

Non molto. Il panorama librario è davvero molto ampio ed è necessario documentarsi, conoscere, studiare. È sicuramente più importante essere lettori che scrittori.

Quanto è importante, per la vostra attività, e per le librerie indipendenti in generale, utilizzare i social network per farsi conoscere?

I social network sono uno strumento in continua evoluzione, che ci incuriosisce e che offre tante opportunità. Sono sicuramente una vetrina in più, da cui è possibile arrivare a molte persone a volte anche davvero distanti da noi. Di certo, per una città turistica come la nostra, che vede
d’estate un grande afflusso di gente da fuori, l’uso dei social è utile perché molti ci iniziano a conoscere “virtualmente” prima di entrare a visitare la nostra libreria quando arrivano in città.

È sempre più difficile trovare in libreria scaffali ben riforniti dedicati alla poesia: nel corso della vostra carriera di librai siete riusciti a far avvicinare, e ad appassionare, lettori che prima d’allora non avevano mai affrontato questo genere?

La poesia è un ambito piuttosto delicato, variegato e articolato. Noi abbiamo le nostre preferenze e di tanto in tanto, attraverso presentazioni o spettacoli (come quello fatto su Wisława Szymborska, la poetessa polacca premio Nobel, oppure sull’haiku, la poesia tradizionale giapponese), abbiamo cercato di diffondere la poesia e speriamo davvero che in molti si siano appassionati.

Essere librai indipendenti significa poter allestire la vetrina come più desiderate. Qual è la frequenza con cui la cambiate e quali sono le “linee guida” che seguite?

Non abbiamo una frequenza stabilita ma ci piace cambiarla spesso! Vogliamo che la nostra vetrina rappresenti, come in una sintesi, l’essenza della libreria e delle scelte editoriali che facciamo.
Cerchiamo sempre di renderla varia, dando spazio sia alla narrativa che alla saggistica, e per molti del posto è diventata quasi una “rassegna stampa” sulle novità degli editori indipendenti. Questo ci fa molto piacere.

Gli ultimi due editori a cui avete dedicato uno spazio particolare in libreria e sui social sono stati Pidgin e Keller… Avete già deciso quale sarà il prossimo?

Dedichiamo sempre una parte della vetrina (la nostra MiniVetrina) interamente a un singolo editore, per un mese abbondante. Fin dalla nostra apertura abbiamo voluto dare massimo risalto agli editori indipendenti che insieme a noi compiono questo viaggio… prima o poi toccherà a tutti!

La RetroVetrina è lo spazio dedicato alle esposizioni artistiche: quali sono state le ultime mostre che avete organizzato e quali sono le prossime in programma?

La RetroVetrina è nata come uno spazio espositivo in cui, nel corso di questi anni, abbiamo ospitato artiste e artisti davvero incredibili: fotografi, pittrici, scultori, calligrafi, artigiani.
Ultimamente, però, abbiamo dovuto riassorbire quello spazio per metterlo a disposizione dei libri.
Rimane la nostra passione per l’arte e la creatività: proprio ora infatti facciamo parte di una mostra diffusa di opere d’arte (HIC: annuale d’arte) realizzate dagli studenti dall’ISIA d’Urbino.

Opera in esposizione in occasione dell’HIC annuale d’arte.

Quale messaggio desiderate condividere con i librai e le libraie italiani?

Siamo in contatto con tante librerie indipendenti… con alcune in modo diretto, con altre solo virtuale attraverso i social. Conosciamo bene il grande lavoro che fanno, di selezione, di proposta, senza svendersi a dinamiche troppo commerciali. Condividiamo con loro la fatica, le difficoltà ma anche le tantissime soddisfazioni. Quando guardiamo tutto questo ci sentiamo supportati da una fitta rete di persone che amano davvero i libri.

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Anche i lettori forti a volte guardano solo le figure. https://linktr.ee/illettoreforte

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