Libreria Fieschi

Il Lettore Forte
4 min readJun 13, 2023

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Un libraio “che fa qualcosa di più” e che vi farà scoprire “i libri belli”. Ecco cosa troverete varcando la soglia della libreria Fieschi.

Qual è la storia della libreria Fieschi?

È una storia come tante, in anni in cui le librerie erano ben più numerose e presenti. Riferimenti fisici di un qualcosa di spirituale: la cultura.

Nata da una famiglia di librai, acquisita da un libraio esperto di libri ma non di impresa, giunta ad un giovane che negli ultimi vent’anni ne ha fatto una azienda, senza però snaturarla nella sua indipendenza.

La vostra bio recita così: La libreria storica di Lavagna, che da anni cerca di soddisfare le esigenze di chi ama i libri. Come sono cambiate quest’ultime, nel corso degli ultimi anni?

Le esigenze sono state modificate come lo è stata la vita stessa. La velocità è diventata una condicio sine qua non. Così come la flessibilità: oggi il libraio deve fare qualcosa in più, deve inventarsi un lavoro che faccia concorrenza ai siti online, usando quelle soft skills umane che le macchine non avranno mai.

C’è una sezione del vostro catalogo che curate con particolare attenzione?

I libri belli. Sembra banale ma oggi nel marasma editoriale che ogni giorno viene sfornato come cianfrusaglie da vendere ai turisti, si perdono spesso le vere perle che caratterizzano la qualità editoriale che servirebbe a risollevare il livello, che nel tempo è sceso.

I social network sono ormai uno strumento indispensabile per l’attività delle librerie indipendenti, sebbene ve ne siano ancora molte che non comunicano su questo genere di canali. Come si possono convincere della loro importanza i librai e le libraie che non ne fanno uso?

Non si può. La verità è che “il libraio” deve evolversi e per farlo, deve volerlo. Questo vale per quasi tutti i lavori. Gli stessi contadini oggi sono piccoli scienziati con la passione del genuino, o grandi imprenditori con la convinzione dei numeri. Non hanno più quasi nulla in comune con i nostri nonni.

Non serve più convincere, bisogna convincersi. La differenza è abissale.

Durante il mio viaggio virtuale tra le librerie indipendenti d’Italia, la libreria Fieschi mi è stata segnalata da una vostra affezionata cliente: come si costruisce una comunità di lettori così fedele?

La piazza è sempre stata il centro del paese, dove tutti si riunivano e parlavano. La libreria nei paesini come il nostro, possono e devono avere la stessa funzione. Se si ci riesce, si creano amicizie. Noi siamo stati consigliato da una amica, non da una cliente.

Ho lanciato un sondaggio su Twitter, ho chiesto ai lettori cosa li deprima di più: l’angolo del BookTok in libreria, i bollini Netflix sulle copertine dei libri, il “visto in TV” come consiglio di lettura o l’uso degli hashtag nelle quarte di copertina. Qual è la sua risposta?

Gli scrittori del nuovo millennio. Quelli che non sanno scrivere un libro ma, avendo una community, vengono sfruttati per la loro visibilità. Youtuber, vip, concorrenti dei reality. Che tristezza.

Ma se la domanda era fra le scelte proposte: hashtag su copertina. Il primo, forse, è stato anche originale. Poi banalità a non finire.

Oltre che libraio, lei è anche editore, più precisamente co-fondatore dell’interessante casa editrice AltreVoci Edizioni, nata nel 2020. Come riesce a coniugare le due attività?

Sono la stessa cosa. Non sono attività ma una passione, per questo mondo. La libreria integra la CE che integra la libreria. Un equilibrio variabile, che nel futuro cambierà molto, ma senza mai dissolversi. Anzi, credo proprio che nel tempo evolverà in qualcosa di ancora più unico.

Quali attività e incontri avete in programma quest’anno in libreria?

Facciamo sempre firmacopie e presentazioni, sia organizzate da noi che da organizzazioni, enti e associazioni. Questa estate ne sono già fissati diversi.

C’è un messaggio che volete condividere con i librai e le libraie d’Italia?

Bisogna cercare nuove strade per sopravvivere. La distribuzione andrà pian piano diversificata e la creatività nostra dovrà essere messa a dura prova. Creiamo legami come una volta. Non non siamo solo dei numeri, siamo persone. Lavoriamo con chi sa il nostro nome.

Qual è il libro che non si stancherà mai di consigliare?

Sulla strada giusta di Francesco Grandis. Dopo 700 copie vendute da me, ne ho visto di cose da raccontare, ma posso solo che consigliarvelo.

Perché questo possiamo fare: consigliare quelli, i libri belli.

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