Libreria RioBo
Tre casettine
dai tetti aguzzi,
un verde praticello,
un esiguo ruscello e…una libreria!
Come è nata la libreria RioBo?
La libreria è nata per soddisfare l’esigenza di una città. Foggia è molto attenta alla promozione della lettura per i ragazzi e mancava una libreria di settore
La libreria prende il nome da una poesia di Palazzeschi e mi piace pensare che, da quando avete aperto, il vostro quartiere abbia potuto diventare come il “microscopico paese” vicino a cui scorre l’esiguo ruscello. Com’è il rapporto con i suoi abitanti, siete riusciti a creare una comunità di piccoli lettori?
Abbiamo sicuramente, in sei anni, fidelizzato molti clienti che amano venirci a trovare e sentirci raccontare storie. Anche il vicinato, ovvero il “microscopico paese” attorno a noi è lieto di averci come vicini
Ci raccontate la vostra esperienza con l’iniziativa Nati per leggere?
Abbiamo organizzato diverse attività NpL. Nonostante ottime adesioni siamo sempre meravigliati di come tanta gente ignori che un bimbo possa “leggere” anche da piccolissimo. In tal senso ci facciamo sempre promotori della filosofia che è dietro Nati per Leggere.
Avete appena festeggiato il vostro sesto compleanno: come si è evoluta la vostra attività in questo lasso di tempo?
In sei anni abbiamo sempre proposto (tranne i due anni di picco di pandemia) laboratori nuovi, partendo da semplici incontri di lettura per arrivare a laboratori di cucina, per esempio. Abbiamo anche girato un piccolo cortometraggio per il Natale 2020, ed è una delle cose che è più stata apprezzata.
In libreria organizzate anche alcune attività come laboratori di disegno, letture ad alta voce o altre attività manuali: come si concilia l’organizzazione di questi eventi con la gestione della libreria?
Una libreria per ragazzi dev’essere popolata da questi più che dai genitori. Ed è essenziali che i ragazzi vivano in mezzo ai libri, la curiosità nasce spontanea in loro.
Per i lettori che fanno parte del #TeamAutunno (come me) sono importantissimi i consigli di letture per questa stagione. Cosa avete proposto ultimamente in libreria?
A novembre è uscito “L’albero dei cento cavalli”, di Gek Tessaro, ed. Lapis. Ancora una volta un albo maestoso da parte di uno dei nostri autori preferiti.
Ci consigliate qualche editore da tenere sott’occhio, di quelli che vi piacciono proprio tanto?
Amo personalmente Sinnos e Terre di Mezzo. Ma ultimamente abbiamo apprezzato molto Pulce e scoperto Telos.
Per un giorno avete la possibilità di lavorare in una libreria indipendente italiana diversa dalla vostra: quale scegliereste?
Io voglio lavorare per Enzo Covelli di Miranfù di Trani e guidare il suo Biblioapecar.
Avete un messaggio da condividere con i librai e le libraie d’Italia?
Siamo parte della resistenza culturale di questa nazione. Non smettiamo mai di credere in quello che facciamo, le generazioni future ce ne saranno grate.