Librerie italiane: un viaggio su Google Street View

Il Lettore Forte
2 min readApr 6, 2021

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Non ricordo nemmeno quando ho iniziato a cercare le librerie italiane su Google Maps. Non ricordo quale sia stata la prima e nemmeno quante ne ho viste in seguito e, a dirla tutta, non so esattamente perché io abbia iniziato a farlo.

Ho dovuto ragionare un po’ e ora, a quasi due anni di distanza, credo di aver trovato una spiegazione (neanche troppa logica) a questa mia piccola ossessione.

Fare i librai è uno dei mestieri, secondo me, più belli del mondo e provo una sorta di fascinazione quasi morbosa per questi negozi che possono essere luoghi di magnifica aggregazione e fermento culturale così come posti tristissimi in cui l’odore di polvere pizzica le narici dei pochi lettori che vi entrano. Mi piacciono i casi di trionfo commerciale e pure i casi disperati. Mi piacciono le librerie storiche così come quelle piccine, che magari devono ritagliarsi uno spazio fra gli articoli di cartoleria perché sono le uniche nel raggio di chilometri.

Le analizzo, le metto a confronto, studio l’area in cui sono sorte, insomma: faccio della sociologia libraria, se così si può definire.

Da una facciata si possono capire tante cose, ma non abbastanza da soddisfarmi.

Vorrei parlare con chi ci lavora dietro, con chi lotta quotidianamente per non chiudere, con coloro che sono diventati colonne portanti delle iniziative culturali della loro zona, con coloro che hanno semplicemente continuato l’attività di famiglia senza essere per forza librai per vocazione.

Proverò a contattare i librai, sperando che trovino il tempo e la voglia di rispondermi, nel tentativo di trovare una risposta a molte delle mie domande che, magari, sono anche le vostre.

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